Referendum, smentiamo le 10 bugie dei sostenitori del No

Anziché entrare nel merito, la campagna dei contrari alla riforma ha raccontato una quantità enorme di falsità. Ecco le principali. Smentite

Il 22 e 23 marzo sono sempre più vicini. La campagna referendaria è alle ultime battute ma, nonostante ciò, c’è chi nel fronte del no continua ancora a raccontare bugie sulla riforma. Preferiscono raccontare falsità anziché entrare nel merito perché la riforma è, semplicemente, fatta bene. Ma le loro bugie sono facilmente smentibili.

“La separazione delle carriere è un pericolo per la democrazia”: Falso

La separazione delle carriere non rappresenta un pericolo per la democrazia, come vorrebbero invece farci credere. Tant’è che in quasi tutti i Paesi europei giudici e pubblici ministeri seguono già carriere distinte, secondo modelli diversi ma perfettamente compatibili con lo Stato di diritto. Basta gridare alla deriva democratica in maniera inutile. Vogliamo forse dire che gli altri stati europei non sono democrazie?

“Con la separazione i pm diventeranno subordinati all’esecutivo e i giudici perderanno la propria indipendenza”: Falso

Non succederà niente di tutto questo. I pubblici ministeri continueranno ad essere autonomi e indipendenti, come previsto dalla Costituzione. La riforma non li pone alle dipendenze del governo né del ministero della giustizia, e l’indipendenza dei giudici resta pienamente garantita.

“Il pm diventerà debole”: Falso

Il pubblico ministero non diventerà più debole. La riforma della giustizia non ne riduce i poteri, ma ne ridefinisce la collocazione ordinamentale. Il pm resta una parte necessaria del processo. Questo manterrà gli stessi strumenti, doveri e responsabilità nello svolgimento delle funzioni.

“Questa riforma mette a rischio l’equilibro dei poteri voluto dalla Costituzione”: Falso

Un’enorme bugia. La riforma su cui andremo ad esprimerci non altera alcun equilibrio tra i poteri dello Stato. Al contrario, la riforma va nella direzione di rafforzare il dettato costituzionale dell’art. 111 della Costituzione: il giusto processo e la terzietà del giudice. Inoltre rimarrà intatto l’articolo 104, che sancisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.

“Le carriere sono già separate di fatto”: Falso

Ad oggi è possibile un solo passaggio di funzione e solo cambiando distretto, ma troviamo comunque un unico percorso formativo. La riforma interviene anche su questo. Andiamo, infatti, ad introdurre una separazione strutturale fin dall’inizio, con due percorsi professionali distinti e due diversi CSM.

“Il sorteggio indebolisce il CSM e toglie voce a chi crede in una magistratura libera e indipendente”: Falso

Per decenni le correnti politicizzate hanno esercitato un grande peso sul CSM, influenzando nomine ed incarichi. Il sorteggio serve a ridurre proprio questo peso. Mentre, adesso, vengono penalizzati i magistrati non legati alle correnti, con la riforma della giustizia andremo a restituire spazio anche a tutti coloro che non si sono assoggettati.

“Il CSM è un organo istituzionale, i componenti non possono essere sorteggiati a caso”: Falso

Il CSM è un organo di autogoverno e garanzia, non politico. I magistrati sono già selezionati tramite concorso pubblico. Inoltre, il sorteggio non sarà casuale: avverrà per un terzo da un elenco di avvocati e professori, compilato dal Parlamento in seduta comune, e per i due terzi da un elenco di magistrati. All’interno dei CSM ci saranno comunque dei magistrati con grande esperienza.

“Non c’è stato dibattito parlamentare, il governo ha imposto il testo”: Falso

Un’altra grande bugia. L’iter per la riforma della giustizia è quello seguito per tutte le riforme costituzionali. La riforma è stata esaminata a lungo in Commissione Affari Costituzionali, con audizioni di Associazione nazionale magistrati, accademici, avvocati ed esperti. Dopodiché il Parlamento ha discusso e votato il testo, potendo liberamente approvarlo o respingerlo. E come per tutte le riforme costituzionali il passaggio in ognuna delle camere del Parlamento, Camera e Senato, è stato doppio: 4 passaggi totali. L’iter parlamentare che ha portato all’approvazione della riforma è durato ben 17 mesi.

“Il sorteggio dei laici sarà di fatto una nomina della maggioranza”: Falso

Molti oggi vorrebbero far credere che i giudici laici, che verranno estratti, saranno alla fine una nomina della maggioranza. Non è vero. Come affermato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la legge che stabilirà il metodo di composizione della lista da cui saranno estratti i laici rispetterà il criterio di approvazione dei tre quinti per l’approvazione. In questo modo sarà garantita la partecipazione dell’opposizione nel processo di stesura della lista. Ma non solo, quest’ultima sarà anche ampia anche perché, in caso contrario, sarebbe incostituzionale.

“L’Alta corte disciplinare rende i giudici meno liberi”: Falso

L’Alta corte disciplinare, il nuovo organo introdotto con la riforma della giustizia, subentra al CSM nella gestione della disciplina dei magistrati. Non limita la loro libertà, ma introduce un sistema più chiaro, credibile e imparziale di responsabilità. Ad oggi i (pochi) provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati che sbagliano sono irrogati da una sezione del Consiglio superiore della Magistratura, che ha ben altre funzioni.