Il governo Meloni vara il Piano casa: ecco cosa prevede

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10 miliardi di euro di risorse pubbliche per rendere disponibili oltre 100 mila nuovi alloggi, tra popolari e a prezzi calmierati, nei prossimi 10 anni

Un piano straordinario di recupero di 60mila case popolari ad oggi non assegnabili perché in pessime condizioni, meccanismi per agevolare il riscatto da parte gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, la realizzazione di nuovi alloggi popolari per la locazione a lunga durata. E ancora, la semplificazione e la concentrazione di tutte le risorse finanziarie nazionali ed europee da destinare per gli appartamenti a canone calmierato, il coinvolgimento dei privati per incentivare l’edilizia convenzionata, il dimezzamento dei costi notarili. Sono i principali pilastri su cui poggia il Piano Casa varato oggi dal Consiglio dei Ministri: fino a 10 miliardi di euro per rispondere alla domanda di tanti italiani in difficoltà di fronte all’aumento dei costi della casa, sia di proprietà che in affitto. Interventi che inoltre innescheranno un circuito economico virtuoso e contribuiranno a calmierare i prezzi del mercato della casa. La dimostrazione che ancora una volta il Governo Meloni è attento ai bisogni dei cittadini e tempestivo nel dare risposte strutturali. Per il presente e il futuro.

Meloni: “La casa è un bene primario”

“Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che ci sta particolarmente a cuore, un provvedimento corposo, articolato, che affronta una delle priorità più sentite dai cittadini, il tema della casa, la possibilità di accedere ad alloggi di qualità a prezzi accessibili. Sappiamo tutti che la casa è un bene primario e il problema dell’accesso alla casa riguarda una fetta purtroppo significativa della popolazione, più ampia di quella che conosciamo per essere la parte più fragile e vulnerabile”.

Con queste parole il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto la conferenza stampa di presentazione del Piano Casa. Un pacchetto di interventi da 10 miliardi di risorse pubbliche, a cui si aggiungeranno anche investimenti privati, con l’obiettivo concreto di raggiungere risultati ancora migliori risposti agli obiettivi prefissati: 100mila tra case popolari e alloggi a case a canone calmierato in più in 10 anni. Eccoli nel dettaglio.

Piano di recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica

Il primo pilastro del Piano Casa varato dal Governo Meloni prevede fino a 6,5 miliardi destinati al recupero di 60 mila alloggi di edilizia residenzale pubblica che, in particolare nelle grandi città, non possono essere assegnati perché inagibili o con gravi carenze manutentive. Questa linea di intervento prevede 1,7 miliardi da impiegare per il recupero delle case popolari al momento non assegnabili. A queste risorse si aggiungono 4,8 miliardi, attualmente stanziati per la rigenerazione urbana, da distribuire ai Comuni. Prevista inoltre una serie di meccanismi per agevolare il riscatto della case popolare da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, per la locazione a lunga durata con la facoltà di riscatto predefinita.

Le misure per la “zona grigia”

Troppo benestanti per entrare nelle graduatorie delle case popolari, non abbastanza benestanti per poter acquistare una casa a prezzi di mercato. Stiamo parlando di quella fascia di italiani – che studiano, lavorano, contribuiscono pagando le tasse – che si colloca nella cosiddetta “zona grigia”. Una zona sempre più ampia, come ha ricordato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a cui il Governo dà risposte concrete con alcuni interventi del Piano Casa, come un pacchetto di semplificazioni e una concentrazione delle risorse per 3,6 miliardi di euro per l’housing sociale, cioè la creazione di alloggi a canone più basso rispetto ai prezzi di mercato. All’interno del fondo saranno creati comparti specifici per le singole regioni per garantire che le risorse vengano assegnate a quei territori”, ha spiegato Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa di presentazione del Piano Casa.

Su 100 nuove case realizzate da privati 70 saranno ad edilizia convenzionata

Agli interventi diretti con risorse pubbliche il Piano Casa varato dal Governo prevede anche investimenti privati, ma con benefici per la collettività. I grandi costruttori potranno usufruire di semplificazioni burocratiche, ma in cambio dovranno riservare il 70% degli appartamenti realizzati ad edilizia convenzionata, cioè con un canone di affitto significativamente ridotto rispetto ai prezzi di mercato. A spiegare la misura il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Quello che abbiamo immaginato è abbastanza semplice: lo Stato assicura al privato che vuole investire semplificazioni burocratiche, procedure veloci, come la nomina di un commissario straordinario per investimenti superiori a 1 miliardi di euro, che rilascia un provvedimento unico di autorizzazione.

Ma in cambio il privato dovrà garantire su 100 alloggi che costruisce che almeno 70 siano di edilizia convenzionata. Noi riteniamo un prezzo di vendita o di affitto scontato di almeno il 33% rispetto al costo di mercato. Dopodiché speriamo si possa fare anche meglio”, ha detto Meloni, aggiungendo che tra le misure per agevolare l’acquisto di un appartamento è previsto anche il dimezzamento dei costi notarili.

Sgomberi più facili e Fondo di garanzia per i giovani

Assieme al Piano casa il Governo ha dato il via libera a ad altre due misure parallele: procedure più semplici per liberare gli alloggi abusivamente occupati dopo lo sfratto e una nuova programmazione pluriennale del Fondo Giovani per l’acquisto della prima casa, varato nel 2009 dall’allora Ministro alle Politiche giovanili Giorgia Meloni.

La prima misura prevede interventi per rendere più veloce il rilascio degli immobili dopo gli sfratti esecutivi, così da poter consentire a chi ne ha il titolo di poter usufruire del bene. Il disegno di legge interviene sulle procedure di notifica di esecuzione dello sfratto, taglia i tempi per le esecuzioni e introduce una “procedura d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell’immobile”, ha spiegato Giorgia Meloni. Così “Da un lato costruiamo più case, dall’altro liberiamo quelle occupate”.

Il secondo intervento parallelo riguarda il rifinanziamento e una nuova programmazione plueriennale del Fondo di Garanzia per l’acquisto della prima casa a favore degli under 36, delle coppie di giovani e/o delle famiglie numerose. Una misura che i governi di centrosinistra non hanno potenziato: dal 2009 ne hanno beneficiato 670mila soggetti, di cui ben 250mila negli anni del Governo Meloni. Oggi l’Esecutivo rilancia il piano per agevolare le garanzie per l’accensione di un mutuo a favore degli under 36, di coppie con almeno un componente “giovane” e delle famiglie numerose.

Un Piano Casa che dà risposte agli italiani

Dare risposte concrete alle famiglie che non possono permettersi un affitto a prezzi di mercato, a quelle che non sono in condizioni di acquistare una casa, a quelle che non riescono ad accendere un mutuo. E allo stesso tempo aumentare l’offerta di appartamenti – siano essi di edilizia popolare, convenzionata e residualmente di libero mercato – così da incidere sulle quotazioni di mercato e innescare un circolo economico virtuoso, aumentando gli investimenti, e conseguentemente l’occupazione e quindi la ricchezza. Questi gli obiettivi del Piano Casa varato dal Governo Meloni. Un piano ambizioso e strutturale, che, ha detto il Presidente del Consiglio, “siamo convinti che, se sommiamo le varie direttrici, possa generare un moltiplicatore su larga scala”.