Non solo la legge con il ballottaggio per i comuni al 40% è presente in Sicilia da anni senza destare scalpore, non solo il Pd ha voluto prevedere la stessa soglia del 40% per le elezioni regionali in Toscana, ma persino in Parlamento, fino a pochi anni fa, era un loro cavallo di battaglia
Gridano allo scandalo, si stracciano le vesti. Ma quello della sinistra è solo l’ennesimo cortocircuito. Stavolta, il tema è l’emendamento al cosiddetto ‘Decreto elezioni’ con il quale viene modificata la soglia per il ballottaggio per le amministrative, che adesso scende al 40%. Peccato, però, che chi oggi si indigna omette di dire che la paternità della soglia al 40% è proprio della sinistra. Dove erano quelli che adesso gridano all’assalto alla democrazia quando la sinistra in Toscana votava la legge elettorale per le regionali? E dove si trovavano, esattamente, quelli che ora parlano addirittura di “dichiarazione di guerra” quando la Sicilia approvava la legge per le amministrative? Perché il meccanismo è identico, e non gli sarà certo sfuggito visto che proprio da sinistra hanno scritto e voluto quelle leggi elettorali.
La sinistra non perde occasione per smentirsi da sola
La sinistra non perde occasione per smentirsi. Denunciano ancora una volta un fantomatico pericolo per la democrazia su una proposta a cui loro stessi avevano votato a favore. Nel luglio 2017, per la precisione, il Partito democratico votò in Commissione Affari Costituzionali in modo favorevole alla proposta di legge presentata allora da Massimo Parisi per l’abbassamento della soglia per il ballottaggi al 40%. Esattamente la stessa proposta per cui ora gridano allo scippo della democrazia e minacciano barricate.
L’allora responsabile Enti locali del Pd, che ricopriva anche l’incarico di vicepresidente dell’Associazione nazionale dei comuni, Matteo Ricci, dette il via libera all’abbassamento.
La legge elettorale Toscana per le regionali
La sinistra che oggi grida allo scandalo omette dolosamente di dire che, però, la soglia del 40% per il ballottaggio l’hanno inventata loro. La legge regionale toscana che disciplina lo svolgimento delle elezioni del Presidente della Giunta Regionale e del Consiglio Regionale della Toscana (legge n. 51 del 26 settembre 2014) prevede esattamente questo meccanismo: un secondo turno di ballottaggio nel caso il cui, al primo turno, nessun candidato abbia riportato più del 40% dei voti validi.
La legge elettorale siciliana per le amministrative
Ma non solo. C’è anche un altro caso che certo non sfuggirà alla sinistra. La legge elettorale siciliana che regola le elezioni amministrative prevede esattamente la stessa cosa. L’elezione dei sindaci e dei consigli comunali in Sicilia è regolata dalla legge regionale 17/16, che ha modificato e integrato la precedente legge regionale 35/97. L’art. 2 comma 3 lett. a) della intervenuta normativa stabilisce che nei comuni con più di 15 mila abitanti è eletto sindaco il candidato che ottiene almeno il 40 per cento dei voti validi o, se ci sono due candidati che superano questa soglia, il candidato che ottiene tra i due più voti.
Insomma, non solo la legge con il ballottaggio per i comuni al 40% è presente in Sicilia da anni senza destare scalpore, non solo il Pd ha voluto prevedere la stessa soglia del 40% per le elezioni regionali in Toscana, ma persino in Parlamento, fino a pochi anni fa, era un loro cavallo di battaglia.