Migranti, il Cpr in Albania funziona. Smentite le falsità della sinistra

La delegazione di Fratelli d’Italia in visita alla struttura di Gjader: dalla sua apertura vi sono transitati 596 criminali, gran parte rimpatriati. Sono 82 gli stranieri socialmente pericolosi attualmente trattenuti, su una capienza operativa massima di 96

Da quando il Governo Meloni ha lanciato la proposta di realizzare un centro di permanenza per il rimpatrio in Albania la sinistra ha avviato una campagna di disinformazione pur di stoppare un progetto che ha riscosso parere favorevole dall’Unione Europea. Falsità che meritavano di essere smentite non solo a parole, ma con prove concrete. Proprio per questo una delegazione di Fratelli d’Italia, si è recata a Gjader per toccare con mano la situazione: verificare l’operatività del Cpr, sincerarsi delle condizioni di lavoro e di quelle dei trattenuti.

Quel che è emerso è esattamente il contrario di quel che la sinistra va dicendo: il centro di Gjader è operativo, quasi al massimo della capienza. E una volta entrato in vigore il nuovo patto per la migrazione e l’asilo sarà subito operativo anche il centro per l’espletamento per le procedure accelerate di frontiera. La sinistra si metta il cuore in pace, il progetto proposto dal governo Meloni è diventato un modello per l’Europa.

Il sopralluogo in Albania

Il Centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader, in Albania, è pieno e funzionante. Dall’inizio delle sua attività ha visto transitare 536 stranieri con profili di altissima pericolosità sociale, molti dei quali sono stati rimpatriati. Attualmente sono 82 le persone trattenute su una capienza operativa di 96, ridotta di qualche decina di unità per ragioni di sicurezza.

Numeri che emergono dalla visita del centro che ho svolto oggi assieme a una delegazione di Fratelli d’Italia, composta dai capigruppo di Camera e di Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan, dai vicepresidenti dei rispettivi gruppi parlamentari Augusta Montaruli, Raffaele Speranzon e Salvatore Sallemi, dai deputati Sara Kelany, responsabile immigrazione e Francesco Filini, responsabile del programma e dal senatore Marco Lisei, capogruppo nella commissione Affari costituzionali.

È stato altresì verificato che il centro per l’espletamento per le procedure accelerate di frontiera è già pronto per entrare in funzione non appena sarà in vigore il nuovo patto per la migrazione e l’asilo. A suggellare il successo di un progetto di cui l’Italia, grazie al Governo Meloni è stata pioniera e che adesso è un modello a livello continentale.

Migranti in Albania, sinistra smentita

Numeri, quelli emersi dalla visita della delegazione di Fratelli d’Italia presso il Cpr di Gjader, che smentiscono la narrazione falsa e strumentale che la sinistra sta portando avanti da quando il Governo Meloni, tenendo fede ai suoi impegni con gli italiani in tema di politiche migratorie e di sicurezza, ha lanciato e messo a terra il progetto di centri per migranti irregolari in Albania. Quello che abbiamo visto è un centro che opera al meglio, anche grazie all’impegno e alla professionalità delle forze dell’ordine e degli operatori sociali e sanitari che vi lavorano, e a cui va il nostro ringraziamento.

“Noi qui per difendere modello che la sinistra vorrebbe smantellare”

“Ormai sono mesi che all’interno di questi centri sono trattenuti dei migranti ad altissima pericolosità sociale. Sono transitati centinaia dimigranti, e una parte sono stati rimessi a piede libero solo e unicamente perché hanno reiterato una domanda di asilo. E pertanto per una parte della magistratura italiana questo ha costituito un motivo per non convalidare il trattenimento.

Ripeto, sono migranti con dei profili di altissima pericolosità sociale, con dei curricula criminali di tutto rispetto, con dei reati che vanno dallo stupro, al furto, alla rapina, alla pedopornografia. Insomma, soggetti che dovrebbero essere trattenuti e rimpatriati. Oltre a essere transitati da questi centri soggetti che sono stati poi liberati, una parte è stata anche rimpatriata nei paesi di provenienza”, ha sottolineato, la deputata di FdI e responsabile immigrazione del partito Sara Kelany.

“Mentre la sinistra vuole smantellare il modello Albania del governo Meloni, Fratelli d’Italia è qui per difenderlo e per continuare quella lotta all’immigrazione clandestina che ha già portato a una riduzione di oltre il 70% degli sbarchi”, ha aggiunto la vicepresidente del gruppo di FdI alla Camera Augusta Montaruli.

Numeri potrebbero essere più alti con meno ordinanze di revoca

Altri invece nel Cpr in Albania non ci arrivano proprio perché i trasferimenti vengono revocati da qualche giudice. E vale la pena ribadire che non si tratta di stranieri dalla fedina penale esemplare, ma di migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo, e violenza sessuale su minore.

A bloccare il trasferimento nel Cpr di questi criminali le loro strumentali richieste di protezione internazionale. Come ha sottolineato recentemente il Presidente Meloni, “l’Europa dice chiaramente, nero su bianco, che il governo italiano ha tutto il diritto di far funzionare i centri in Albania, perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo e non cesseranno le ordinanze di revoca dei trasferimenti in Albania”.