Firenze: la Regione coccola gli occupanti abusivi di un chiostro monumentale

Pur di non sgomberare i centri sociali che da 12 anni occupano parte del complesso di Sant’Apollonia, la Regione Toscana rischia di perdere 5 milioni per la valorizzazione del bene

I danni sono praticamente inestimabili. Sono ormai più di dodici anni che il chiostro del complesso monumentale Sant’Apollonia, nel cuore di Firenze è occupato abusivamente dai centri sociali, con annessi danneggiamenti dell’importante patrimonio artistico e culturale presente nell’ex convento. Un luogo che ospita due fondazioni della Regione Toscana, una mensa universitaria. E, appunto un’occupazione abusiva.

E adesso che ci sono 5 milioni di euro di fondi FSC per la valorizzazione del bene la Regione Toscana, invece che sgomberare gli abusivi, spende decine di migliaia di euro per trasferire una delle due fondazioni pur di consentire a chi viola la legge di continuare a farlo senza subire nessuna conseguenza.

Una vicenda assurda, l’ennesima vergogna che ha denunciato il consigliere regionale di FdI in Toscana, Matteo Zoppini.

La Regione sta con gli abusivi, noi con gli studenti perbene

Una questione semplice, di scelte. La Regione Toscana sceglie di stare con i nostalgici del ’68, con chi viola ripetutamente e deliberatamente la legge, con chi occupa spazi che sarebbero destinati a tutti, con chi devasta beni storici e culturali.

Ma non solo. Colpisce anche gli studenti perbene, quelli a cui da settembre verrà aumentato il prezzo del biglietto degli autobus, della tranvia e dei treni e che sono costretti a vivere in residenze universitarie che versano in condizioni pietose.

Noi non abbiamo dubbi, e non ne abbiamo mai avuti: siamo con gli studenti perbene, quelli che frequentano gli spazi universitari per seguire le lezioni, dare gli esami e vivere a pieno l’università nel rispetto di tutti.

Chiostri storici devastati, e i 5milioni per la valorizzazione sono a rischio

Sant’Apollonia era un convento. Un complesso nel centro di Firenze di altissimo valore storico e culturale che, però, negli anni è stato devastato dagli abusivi che lo utilizzano come centro sociale, con la tolleranza di Regione Toscana e Comune di Firenze che sarebbero dovuti intervenire per sgomberarlo.

Per valorizzare il bene sono stati stanziati 5 milioni di euro di fondi FSC. Soldi che rischiano di andare perduti se non si termineranno i lavori entro i tempi previsti. La causa del ritardo? L’occupazione, appunto. Il direttore dei lavori ha dichiarato la non cantierabilità dell’opera a causa dell’occupazione e il ritardo sul programma è già di 16 mesi. Attualmente l’ex convento ospita due fondazioni della Regione Toscana, ma guarda caso una delle due sarà trasferita a Novoli, con tanto di impegno economico da 30mila euro per il trasloco già deliberato, liberando alcuni spazi interni. Spazi che andranno probabilmente agli attuali occupanti.

L’interrogazione in Consiglio regionale

Il nostro consigliere regionale, Matteo Zoppini, ha presentato un’interrogazione alla quale ha risposto l’assessore alla Cultura e all’Università, Cristina Manetti.

“Dopo 12 anni di occupazione abusiva, non si procede con lo sgombero ma si legittima l’illegalità, donando generosamente ampi spazi a chi ha persino danneggiato Santa Apollonia.

L’assessore ci ha garantito il rispetto dei tempi, fissati alla fine del 2026 per la prima fase e al 2030 per la conclusione. Legittimo essere scettici: e se così non fosse la Regione sarebbe costretta a restituire il bene. Rischio che pensa bene di scongiurare coccolando e accontentando chi da 12 anni pratica l’illegalità occupando una porzione di Santa Apollonia”, ha detto Zoppini.