Tutto quello che Delmastro ha fatto per la legalità e contro la mafia

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Contrasto alla criminalità, potenziamento dell’organico di Polizia penitenziaria con aumenti delle indennità per gli agenti, piano di edilizia penitenziaria: sono solo alcuni dei risultati frutto del grande impegno di Delmastro nel suo incarico di sottosegretario

Durante il suo operato come sottosegretario al Ministero della giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha gestito alcune delicatissime deleghe, tra cui quella del DAP, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. Compito, assieme a quello più generale del contrasto alla criminalità, che Delmastro ha affrontato con dedizione e determinazione, come dimostrano gli incontestabili risultati e i tanti provvedimenti legislativi volti a favorire un miglior assetto della giustizia ed un potenziamento delle Forze dell’Ordine. Eccoli.

I provvedimenti legislativi

Tra i provvedimenti legislativi che Delmastro ha portato avanti nel suo lavoro troviamo, in primis, il mantenimento dell’ergastolo ostativo, la norma che preclude benefici penitenziari ai condannati per reati gravi – a partire da quelli collegati alla criminalità organizzata – che non collaborano con la giustizia. Nello stesso provvedimento fu varata una stretta sui rave party, fortemente sostenuta da Delmastro, finalizzata a garantire la sicurezza e la tutela della proprietà privata. Da segnalare inoltre la riforma della magistratura onoraria, con la quale, finalmente, sono stati riconosciuti diritti a circa 7mila lavoratori del comparto giustizia.

Forte anche il sostegno e il contributo di Delmastro alla definizione dei contenuti del decreto Sicurezza, in particolare con l’introduzione di maggiori garanzie per la Polizia penitenziaria e del reato di rivolta in carcere, le norme per velocizzare gli sgomberi, l’introduzione del reato di blocco stradale e l’abrogazione dell’obbligatorietà del differimento della pena nei confronti di quelle donne che usano i figli per non andare in carcere. Da segnalare inoltre il disegno di legge per portare i tossicodipendenti al di fuori delle carceri, attualmente in esame al Senato.

Ultimo, ma non certo per importanza, l’introduzione del reato di femminicidio, un provvedimento fortemente voluto dal governo Meloni e messo a terra grazie anche al contributo di Delmastro.

Oltre 15mila assunzioni per la Polizia penitenziaria

In qualità di sottosegretario alla Giustizia con delega al DAP Delmastro in questi anni ha operato concretamente per potenziare l’organico della Polizia penitenziaria: oltre 15mila assunzioni, di cui 4mila con assunzioni straordinarie rispetto ai corsi programmati. Un incremento rilevante che va in totale controtendenza rispetto ai governi precedenti: dal 2014 al 2022 infatti sono stati 8116 gli agenti assunti: nei primi tre anni e mezzo di Governo Meloni, grazie anche all’impegno di Delmastro, è entrato in servizio un numero di agenti doppio rispetto a quanto accaduto nei 9 anni dei governi Renzi, Gentiloni, Conte e Draghi.

A questi vanno aggiunti i concorsi per gli allievi viceispettori, lo scorrimento delle graduatorie e l’implementazione dell’organico del Gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre. Inoltre è stato disposto l’incremento della dotazione organica dei dirigenti penitenziari, con conseguente indizione di concorsi per l’avanzamento nei ruoli dirigenziali interni. Procedure che hanno garantito la presenza del direttore nella quasi totalità degli istituti penitenziari.

Più personale, meglio retribuito

Nel 2023, dopo quasi 20 anni di attesa, è stato siglato l’accordo quadro a seguito del quale è stato riconosciuto l’aumento dell’indennità di specificità del corpo di Polizia penitenziaria, l’istituzione di una specifica indennità per il riconoscimento della responsabilità di comandante di reparto e l’istituzione di una specifica indennità per conduttori cinofili e negoziatori. Un aggiornamento doveroso delle retribuzioni, quello condotto sotto la direzione di Delmastro, che ha portato a un aumento nella busta paga di circa 100 euro per gli agenti, di circa 110 euro per il sovrintendente capo coordinatore, di circa 120 euro per il sostituto commissario coordinatore e per il commissario capo.

Vale la pena inoltre evidenziare che dal settembre 2023 al personale della carriera dirigenziale penitenziaria, in servizio nei ruoli del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del Ministero della giustizia, è stata riconosciuta un’indennità annua lorda aggiuntiva rispetto agli attuali istituti retributivi.

Aumentato il congedo

Un’altra importante conquista per il personale della Polizia penitenziaria durante il sottosegretariato di Delmastro è stata quella dell’estensione della fattispecie per il congedo e il riposo solidale. E questo non soltanto per assistere i figli minori, ma anche i maggiorenni, il coniuge convivente o i genitori conviventi che versano in particolari condizioni di salute. E questo insieme ad una grande tutela della genitorialità con l’esonero, a domanda, dal turno notturno per il personale con figli conviventi fino al quattordicesimo anno (prima limitato al dodicesimo anno) e anche in situazioni in cui è in corso di perfezionamento la concessione delle agevolazioni previste.

Maggiori dotazioni

Non solo l’aumento dell’organico, ma anche un miglioramento delle condizioni di lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria, anche attraverso le dotazioni. Scudi, caschi, giubbotti antiproiettile, kit da ordine pubblico, sfollagente, uniformi e cinturoni: decine di migliaia di elementi di equipaggiamento e vestiario che sono stati distribuiti su tutto il territorio nazionale a tutela degli agenti che operano nelle carceri italiane. A questi si aggiungono 705 bodycam per 235 istituti penitenziari, 235 totem completi di tutti gli accessori e sei bodyscanner destinati ad altrettanti istituti penitenziari indicati dalla Direzione generale dei detenuti e del trattamento e un incremento della dotazione di mezzi di trasporto.

Infine, con l’obiettivo di aumentare gli standard di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, sono stati forniti ed installati ben 40 sistemi antidrone fissi, 20 dispositivi mobili antidrone fucili radio jammer e 1 schermatura fisica rete in quota nel carcere di Trieste per la prevenzione e protezione della struttura dall’introduzione di oggetti non consentititi mediante lanci dall’esterno o trasporto a mezzo drone. Sono inoltre in fase di realizzazione sei impianti di schermature telefoniche per gli istituti di: Napoli Poggioreale, Napoli Secondigliano, Sulmona, Palermo, Torino e Milano Opera. Opera.

Edilizia penitenziaria e Piano carceri

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è stato approvato il programma dettagliato degli interventi predisposto dal Commissario Straordinario per l’edilizia penitenziaria. Un piano da 750 milioni di euro che prevede interventi per fronteggiare il sovraffollamento degli istituti di detenzione con lo scopo di migliorare le condizioni di vita dei detenuti.

Oltre all’aumento della capacità ricettiva degli istituti di detenzione e il programma mira a dotare il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia di metodologie volte a ottimizzare la capacità delle strutture esistenti e di strumenti utili per la pianificazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie delle strutture.

Il governo Meloni ha sbloccato interventi fermi da anni come la costruzione di nuove carceri a Forlì, San Vito al Tagliamento e l’ampliamento di Brescia Verziano, oltre a due padiglioni di Milano San Vittore, un intervento a Milano Bollate e uno sull’ex casa circondariale di Rovigo.

Altri interventi hanno riguardato gli istituti di reclusione di Bari, Lecce, Potenza, Poggiorale, Enna, Reggio Calabria e Pisa, mentre sono stati decisi adeguamenti per le carceri di Prato, Firenze, Porto Azzurro, Gorgona, Volterra e Spoleto.

A questi stanziamenti vanno, inoltre, aggiunti anche 84 milioni di euro per la costruzione di ben otto padiglioni detentivi provenienti dal PNRR. Con questi interventi la stima è di ben 7000 nuovi posti detentivi.

Mentre gli scorsi governi ci avevano abituati a provvedimenti svuotacarceri, il Governo Meloni, anche grazie all’impegno di Delmastro, ha lavorato duramente per attuare un piano di edilizia penitenziaria che andasse a sopperire al sovraffollamento carcerario.